L’evoluzione del concetto di paesaggio, che abbiamo vissuto negli ultimi decenni, coincide con un’inesorabile antropizzazione della natura a livello planetario (ed il conseguente abuso delle risorse ambientali) configurando un interesse sempre maggiore di ogni disciplina di pensiero alle soluzioni progettuali che poi saranno elevate a tipologie d’intervento da parte degli amministratori, di chi decide come fare paesaggio. Eppure, esiste ancora una reale distanza tra i processi di analisi e i modi d’intervento nel campo della progettazione del paesaggio?
Nasce una sorta di strabismo metodologico, dove le affermate linee di ricerca vengono offuscate da una necessaria interdisciplinarietà dei saperi. Dove le singole figure professionali, architetti, artisti, sociologi, designer, curatori, antropologi, filmaker, filosofi trovano ricchezza nei punti di complementarietà disciplinare, mettendo in luce (a nudo) una nozione di paesaggio non più facilmente identificabile. Il paesaggio diviene campo d’indagine: strumento aperto ad ogni singola esperienza professionale, che si svolge intrecciandosi nel territorio con le conoscenze altrui.
Quindi paesaggio da usare, da manipolare, secondo i metodi di un tavolo di lavoro, in cui le caratteristiche fisiche del territorio vengono esplorate con tecniche sperimentali, sia teoriche che pratiche, nella volontà di esporre la stratificazione complessa delle differenti modalità d’intervento, dei singoli attori, delle risposte progettuali sempre parziali, specifiche e mai definitive, da applicare ad un paesaggio in naturale metamorfosi, divenuto la manifestazione di un pensiero interdisciplinare.
Paesaggi straordinari, ricchi di una complessità territoriale irrinunciabile che compone un puzzle infinito da esplorare pezzo per pezzo, caso per caso, nella consapevolezza di vivere un processo di conoscenza, di progettualità interattiva con il territorio, che appartiene alla nostra cultura contemporanea, al nostro vivere quotidiano.
Compito del master Paesaggi Straordinari – paesaggio arte architettura, sarà quello di formare nello studente questo approccio metodologico di ampio respiro che coniuga tutti gli elementi messi in gioco e lo avvicini alla materia natura con uno sguardo ad occhi aperti che nasce dalla conoscenza, dal confronto, dall’esperienza, senza nessun preconcetto storicista o ideologico previo ad ogni possibile azione progettuale aderente al territorio.